Si intitola “My Beautiful Disco” il progetto pensato da Luca Saini, fotografo e artista torinese. Nel suo studio in questi mesi stanno passando centinaia di persone: ognuno arriva con il suo disco del cuore e si mette in posa. L’artista è di fronte, aspetta, guarda nell’obbiettivo, scatta. Tutti sfilano su un medesimo fondale rosso magenta.
Nello studio di Saini dall’autunno 2006 ha preso vita un catalogo di umanità, accomunato dalla presenza fisica di una copertina. Per il resto ognuno si dà spontaneamente. Lo stile dello scatto è quello di impostazione classica; ritrattistica in studio, soggetto al centro, fondale neutro, formato standard.
Da Torino il suo studio si è fatto nomade ed ha girato poi per l’Italia, continuando a ritrarre persone con lo stesso modulo. L'intera opera si struttura e si presenta come un progetto "open source", ovvero un laboratorio umano/artistico, dove lo spettatore, viene direttamente coinvolto e se ne ha piacere, può partecipare facendosi ritrarre. Già nella sua fase di realizzazione, "My Beautiful DISCO" è "performance", il processo di creazione artistica viene messo a nudo, la location dove si svolge e si costruisce l'opera è resa pubblica, manifesta. Gli spazi del museo o della galleria si trasformano per l'occasione nello studio dell'artista, il luogo dove egli riceve i suoi soggetti, dove con loro ha luogo l'alchimia.
Alla fine ci sono 777 fotografie raffiguranti persone, ritratte con il proprio disco del cuore, rigorosamente in formato vinile. Sullo sfondo il colore rosso, simbolica rappresentazione del cuore e della passione. Quello che nasce è un lavoro che sviluppa diversi livelli di lettura. Una storia della musica dagli anni Cinquanta fino ai giorni d’oggi, passando dai Novanta, quando la grande diffusione dell’industria musicale di massa sceglie il CD, lasciando il vinile come supporto sempre più di nicchia.
Una storia dell’illustrazione e del disegno legata alla realizzazione delle copertine, che diventano prima luogo di creazione artistica e di design, poi oggetto cult. Un ritratto sociale corale lungo la penisola: un’intera nazione ma anche singoli ritratti, in cui il profilo biografico e psicologico viene fuori naturalmente. La dimensione del “disco del cuore” lega personaggi diversissimi per origine, cultura, ambiente, età, eppure esalta la magia e la passione che la musica riveste nella vita di ognuno. Da sempre. Il progetto di Saini, in collaborazione con Olga Gambari, si presenta come un unico corpus dove corrono percorsi paralleli, mescolati nel produrre un lavoro artistico, storico, psicologico e sociale. La storia stessa di come si è sviluppato il progetto sembra un racconto.
All’inizio l’invito rivolto agli amici, poi via via un passa parola sempre più trasversale ad ambiti diversi. A questo punto l’artista non ha più avuto bisogno di cercare i suoi soggetti, ma erano le persone stesse, spesso sconosciute, a chiamarlo per chiedergli di essere fotografate con il loro disco. Nella sua Torino come negli altri luoghi italiani dove si è spostato per la sua ricerca.
Ogni set un incontro e una storia a sé, fatta di immagine, ma anche emozione, discorsi, ricordi. Il set diventa uno spazio ritagliato nel tempo, astratto come un luogo mentale ed emotivo, dove la persona si mette a nudo, raccontata dalla propria copertina, come uno scudo, ma anche come una metafora di se stessi. Nel gran numero di scatti non esistono due pose uguali, proprio come non esistono due persone identiche. Il lavoro appare anche come un viaggio nella memoria, soggettiva e collettiva al tempo stesso. Un viaggio che parte da Torino, gira per l’Italia, e poi ritorna. In mezzo interferenze di persone capitate da tutto il mondo.